Juve-Napoli, tolto il divieto ai nati in Campania

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Così il Prefetto di Torino Claudio Palomba: "C'è stato un ravvedimento, ha prevalso il buon senso"

TORINO - Non saranno acquistabili dai residenti in Campania i biglietti di Juventus-Napoli, big match della seconda giornata di campionato. Lo ha stabilito il Gruppo Operativo di Sicurezza (GOS), che si è riunito oggi per definire le modalità di vendita dei tagliandi. Lo rende noto, sul proprio sito, la Juventus, criticata per avere anticipato nei giorni scorsi il divieto. Tra le disposizioni non compareinvece il divieto di vendita ai nati in Campania, che invece veniva annunciato nelle disposizioni rese note dalla Juve prima della riunione odierna del Gos.
Le parole del prefetto di Torino

Il Dott. Claudio Palomba, Prefetto di Torino, è intervenuto ai microfoni di CalcioNapoli24 Live in merito alla polemica sulla decisione di vietare la vendita dei biglietti per il match Juve-Napoli in programma all'Allianz Stadium il prossimo 31 agosto, non solo ai residenti, ma anche ai …

Tottenham Liverpool 0-2, gol e highlights della partita: ai Reds la sesta Champions League








A Madrid apre la partita un rigore di Salah, assegnato dopo 21 secondi e realizzato dopo 108. Il Tottenham controlla il ritmo del gioco ma manca sempre il guizzo finale per il pari. A tre minuti dal novantesimo Origi trova il gol del raddoppio. Per il Liverpool è la sesta Champions, al terzo posto assoluto dietro solo a Milan (7) e Real (13), staccate a cinque Barça e Bayern. Primo titolo internazionale per Klopp.
TOTTENHAM-LIVERPOOL 0-2

2' rig. Salah, 87' Origi

Tottenham (4-2-3-1): Lloris; Trippier, Alderweireld, Vertonghen, Rose; Sissoko (74' Dier), Winks (66' Lucas Moura); Alli (82' Llorente), Eriksen, Son; Kane. All. Pochettino




Liverpool (4-3-3): Alisson; Alexander-Arnold, Matip, van Dijk, Robertson; Henderson, Fabinho, Wijnaldum (62' Milner); Salah, Firmino (58' Origi), Mané (90' J. Gomez). All. Klopp

Le note di You'll Never Walk Alone non erano mai state così alte da quasi quindici anni a questa parte. Prima Salah, poi Origi. Un cammino lunghissimo fatto dalla qualificazione strappata ad Anfield nell'ultima partita del girone. Fatto della vittoria sul Bayern in Germania, del successo schiacciante sul Porto e della clamorosa rimonta contro il Barcellona, ko immeritatamente per 3-0 al Camp Nou e poi eroici nel poker di Anfield. Il capitano Henderson alza al cielo la sesta Coppa della storia dei Reds, mentre la canzone simbolo della squadra torna a risuonare anche mentre gli uomini di Klopp portano il trofeo sotto una Kop trasferitasi al Wanda Metropolitano.

L'eroe della notte di Anfield, Origi, si è ripetuto anche a Madrid, mettendo il punto esclamativo su una finale bruttina, dove il Liverpool non ha fatto il Liverpool, ma ha vinto. La cosa più importante di tutte. Partendo con Firmino titolare e col 433 "dei migliori" (solo Keita era infortunato) mentre, sul fronte opposto, anche Kane figurava nell'elenco dei titolari, dopo 53 giorni di assenza dai campi. Ne esce un primo tempo praticamente senza emozioni sotto porta, non fosse per la rete che sblocca il match dopo un minuto e quarantotto secondi, di Salah su rigore assegnato dopo appena ventuno secondi di partita. Il Tottenham fa gioco (63% di possesso palla ma soli due tiri, di cui zero in porta) ma non punge. E la stessa storia si ripete anche nel secondo tempo.



Klopp e Pochettino cambiano qualcosa, inserendo in campo gli uomini della semifinale: Origi, appunto, da una parte e Lucas dall'altra. A sfiorare la rete è però Milner al 69', mentre Kane continua a non farsi vedere nell'area dei Reds. Nel finale Alisson mette le mani su una punizione di Eriksen (e su un altro paio di tiri di Son e Lucas), prima del gol decisivo all'87. Klopp, al triplice fischio, abbraccia Pochettino. Il tedesco cancella il ko di Kiev, quello sulla panchina del Dortmund e delle altre finali perse. Sorride, esulta. In una partita non bellissima, il suo calcio "heavy metal" ha portato in dote la coppa più importante di tutte. Nella notte dei riscatti, il suo. Di Salah ko dopo mezz'ora nella finale di un anno fa e della porta del Liverpool: ieri le papere di Karius, oggi i guantoni di Alisson. E le note di You'll Never Walk Alone si mischiano a quelle di We Are The Champions.

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