Juventus-Empoli, Kean: "Non sono Cristiano né Messi, ma lavorando spero di esserlo"



L’attaccante bianconero, dopo le due reti in Nazionale, si è ripetuto in campionato contro l’Empoli decidendo la sfida: “Sono molto contento, ma so che il lavoro è l’unica cosa che può aiutare a far bene in campo e a dimostrare quanto valgo”

Obiettivo centrato, per la Juventus, che voleva tornare al successo dopo la sconfitta incassata col Genoa. I bianconeri ci sono riusciti contro un ottimo Empoli, piegato soltanto dalla rete di Moise Kean che ha regalato i tre punti alla squadra di Massimiliano Allegri. L’attaccante è diventato, a 19 anni e 21 giorni, il più giovane attaccante a segnare 8 reti in Serie A dai tempi di Mario Balotelli. Il giocatore ha commentato così la partita, intervistato al fischio finale da Sky Sport: “Sono molto contento per un altro record, sono felice, sono sempre pronto a batterne un altro”. La chiave per arrivare al successo è una, quella del sacrificio: “Il lavoro è l'unica cosa che può aiutare a dare tanto in campo e a dimostrare ciò che valgo ogni domenica”.
L’ambizione di Moise Kean

In conferenza stampa, alla vigilia della sfida, Massimiliano Allegri aveva detto che Kean non era né Ronaldo né Messi, e che stava ricevendo troppe attenzioni mediatiche. L’attaccante si è espresso così sul pensiero del proprio allenatore: “Se lo dice lui è giusto, io non sono né Cristiano Ronaldo né Messi, ma spero di esserlo un giorno con il lavoro”.

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