Juventus e Cuadrado ancora insieme, domani l'incontro decisivo

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Sembra ormai tutto fatto per il rinnovo di Juan Cuadrado con la Juventus. Come riportato da TMW, domani dovrebbe andare in scena l’incontro tra Fabio Paratici e l’agente del calciatore, Alessandro Lucci, per limare i dettagli relativi al nuovo accordo. Tutto lascia comunque pensare a un futuro del colombiano ancora in bianconero.

Non è ancora del tutto ultimato ma siamo molto vicini ". Cosi, pochi giorni fa, Fabio Paratici sul nuovo contratto di Juan Guillermo Cuadrado. Il colombiano è in scadenza con la Juventus ma il rinnovo è a un passo. Domani dovrebbe andare infatti in scena il contatto con l'agente Alessandro Lucci per limare i dettagli sul nuovo accordo. Per Cuadrado futuro ancora in bianconero.

Torino Juventus 0-1: gol e highlights del derby della Mole. Decide Cristiano Ronaldo


Cristiano Ronaldo trasforma il rigore che decide il derby segnando il gol numero 5000 della Juventus in Serie A. Allegri la vince senza ricorrere nemmeno a una sostituzione. Bianconeri momentaneamente a +11 sul Napoli.

TORINO-JUVENTUS 0-1

70' rig. Ronaldo

TORINO (3-5-2): Sirigu (20' Ichazo); Izzo, N’Koulou, Djidji; Aina (85' Berenguer), Meité, Rincon, Baselli, Ansaldi (76' Parigini); Zaza, Belotti. All. Mazzarri


JUVENTUS (4-3-1-2): Perin; De Sciglio, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Emre Can, Pjanic, Matuidi; Dybala; Mandzukic, Ronaldo. All. Allegri

Ammoniti: Zaza (T), Pjanic (J), Can (J), Ronaldo (J), Ansaldi (T), Perin (J)


Mette la firma sul primo derby del suo regno bianconero, e non è una rete qualunque: il rigore di Cristiano Ronaldo che decide il derby della Mole è il gol numero 5000 della Juve in Serie A. Nella notte del Grande Torino non si arresta la marcia di questa Juventus: quindicesima vittoria e sedicesimo risultato utile su sedici partite del campionato, bianconeri tornati così momentaneamente a più undici sul Napoli in classifica. Al Toro restano i rimpianti per aver interpretato con la giusta mentalità questa stracittadina, ma poi sprecando tutto con un orribile retropassaggio di Zaza, che grida ancora vendetta, dal quale è nato il fallo da rigore.
IL PROTAGONISTA MANCATO — Quando il derby sta per iniziare, svanisce subito l’illusione di poter vedere tra i protagonisti Iago Falque: nell’undici c’è Zaza accanto a Belotti, lo spagnolo (in dubbio per tutta la settimana) si è dovuto arrendere al risentimento muscolare alla coscia destra riapparso domenica sera a San Siro dopo l’infortunio di Udine ad inizio campionato. I test del mattino hanno dato esito negativo, e Iago non trova posto nemmeno in panchina. Il Toro è, per il resto, quello atteso alla vigilia: 3-5-2, centrocampo molto compatto, con Baselli e Meité praticamente bloccati, la propulsione di Aina preferita sulla destra all’esperienza di De Silvestri (per lui seconda esclusione consecutiva). La Juve disegnata da Massimiliano Allegri è quella annunciata alla vigilia, distesa con un 4-3-3 molto dinamico, con Ronaldo (partito sulla sinistra) e Dybala (in avvio sulla destra) a scambiarsi spesso le fasce. Tra i pali c’è Perin, De Sciglio e Alex Sandro prendono posto sugli esterni, a centrocampo Pjanic protetto da Matuidi e dal ritorno di Emre Can.


RONALDO AVVIO AL MASSIMO — Il primo atto di questo derby della Mole si gioca costantemente sul filo dell’equilibrio: la Juve si fa preferire nel palleggio in avvio, il Toro esce a testa alta nella seconda parte del primo tempo. Juve forse meno autoritaria del solito, il Toro svolge alla perfezione lo spartito consegnatogli da Mazzarri: bello tosto e preciso, attento e pronto a far male nelle ripartenze. E’ la prima stracittadina di Cristiano Ronaldo, e viene quasi naturale che sia sua la prima occasione della serata, quando dopo undici minuti ci prova dal limite la palla muore sui tabelloni. Proprio l’undicesimo è il primo momento che segna un prima e un dopo di questa partita: sugli sviluppi di un calcio d’angolo Sirigu subisce la carica di Emre Can e prende un colpo al fianco sinistro. Il portiere granata stringe i denti, fa in tempo a firmare un miracolo su Ronaldo al quarto d’ora a mano aperta, ma pochi minuti deve arrendersi al dolore. Esce tra gli applausi, mentre Ichazo raccoglie la prima presenza in campionato di questa stagione.

IL CORAGGIO DEL TORO — La buona partenza dei bianconeri sbatte contro il muro granata, e dopo i primi venti venticinque minuti la trappola tattica costruita da Mazzarri (con Izzo e Baselli a inseguire ovunque Ronaldo, Djidji a uomo su Dybala, e un centrocampo attentissimo votato al sacrificio) inizia a funzionare. Il Toro prende coraggio, si alza e ha le sue occasioni: quella migliore la confeziona Belotti (al 32’) impegnando Perin di testa, poi Zaza non è rapido quanto basta per colpire sulla ribattuta sottoporta. Zaza ha però voglia e, tre minuti dopo, produce un assolo che se non porta pericoli seri a Perin ha però il merito di infondere entusiasmo ai granata. Nel finale, Ichazo è attento sul colpo di tacco di Chiellini.

L’EPISODIO — Il primo quarto d’ora della ripresa è il miglior momento granata per impeto e aggressività: prima Izzo con un colpo di testa (al 7’) dà l’illusione del gol, poi trenta secondi dopo Chiellini riesce a toccare quanto serve una potenziale occasione di Belotti. Due minuti dopo, il Toro si lamenta con l’arbitro Guida per le maniere forti utilizzate in area da Sandro su Zaza: Mazzarri chiede il rigore dalla panchina, per il direttore di gara non c’è nulla. La Juve però non si scompone, reagisce con Dybala (al 13’, murato da Nkoulou), e passati i primi 15’ inizia ad occupare la metà campo granata. La gara scorre sui binari dell’equilibrio e quando si ha l’impressione che possa essere risolta solo da un episodio, eccolo che arriva e sorride alla Juventus. Al 23’ Zaza combina un pasticcio imperdonabile: il suo retropassaggio all’interno dell’area per Ichazo è troppo corto, il portiere granata esce alla disperata atterrando Manduzkic. Dal dischetto Ronaldo è implacabile (anche se Ichazo intuisce). Il Toro incassa accusa il colpo, tre minuti dopo viene salvato dal guardalinee che pesca Manduzkic in posizione di fuorigioco dopo che aveva battuto Ichazo. Mazzarri si gioca le carte Parigini e Berenguer, ma il derby è ormai andato.

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