Dal Brasile:scambio PSG-Juve....Neymar per Dybala più 100 milioni.

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Le uniche cose certe sono due: Neymar vuole lasciare il Paris Saint Germain e il club francese deve vendere qualche giocatore per far cassa e mettersi in pace con il fair play finanziario. Come finirà? La soluzione arriva da una nota televisione brasiliana, Chiringuito Tv, che ieri pomeriggio ha lanciato una bomba degna del grande compianto Maurizio Mosca: Neymar va alla Juve per 100 milioni più Dybala. Vero? Falso? Verosimile? Cerchiamo di capirci qualcosa anche se è difficile. Neymar e il suo entourage si stanno agitando, hanno capito che tornare al Barcellona è complicato per i duecento milioni chiesti dal Psg, ma anche e soprattutto perché nel club blaugrana le resistenze non mancano dopo l’addio traumatico. Che fare? E’ venuto in mente di proporsi alla Juventus, un altro club che piace a Neymar, con grandi ambizioni, dove c’è già Ronaldo con il quale al brasiliano piacerebbe giocare. Il messaggio ai bianconeri è arrivato e siccome, ovvio, la Juventus non può spendere duecento mil…

NAZIONALE Italia-Ucraina 1-1: in gol Bernardeschi e Malinovskyi nell'amichevole di Genova


Gli azzurri rimandano ancora l'appuntamento con la vittoria che manca da quasi 5 mesi (l'ultima volta contro l'Arabia Saudita il 28 maggio). Domenica sera la sfida con la Polonia in Nations League.

Peccato. Italia bella, rinnovata (per otto undicesimi, rispetto alla gara di settembre contro il Portogallo) e coraggiosa con il tridente offensivo di Mancini, ma pure volenterosa ed efficace, che gioca e convince per un’ora. Alla fine, però, non basta per avere ragione di un’Ucraina che crea poco sino a metà gara, ma è abile a capitalizzare l’unica vera occasione della ripresa per rimediare alla rete iniziale di Bernardeschi.


DOPPIA FACCIA — Gli azzurri aggrediscono l’Ucraina e giocano un primo tempo da assoluti protagonisti. Manca solo il gol, negato dalle grandi parate di Pyatov, ma il vantaggio strameritato arriva comunque in avvio di ripresa con Bernardeschi. Dura, però, troppo poco, appena sette minuti, perchè su una palla al limite dell’area azzurra Malinovskyi è lesto a battere a rete sorprendendo Donnarumma. Prima di lui soltanto Fulvio Bernardini, a metà anni Settanta, non era riuscito a vincere almeno due delle prime sei gare alla guida dell’Italia. I segnali per il terzo appuntamento di Nations League domenica in Polonia sono comunque incoraggianti. Nei minuti iniziali è un vero e proprio monologo azzurro, con tre grandi parate di Pyatov su Bernardeschi (4’), Bonucci (7’) e Biraghi (11’). L’Ucraina fatica, si chiude, Barella e Biraghi, che sono padroni assoluti della loro fascia riescono a sfondare spesso ed è da lì che la squadra di Mancini crea i pericoli maggiori. Ma è la capacità dell’Italia di creare le verticalizzazioni per Insigne che rappresenta l’elemento in più capace di spostare gli equilibri in favore degli azzurri. Al 21’ Chiesa, spostato a sinistra, mette al centro un pallone perfetto per Insigne il cui tiro a giro finisce di poco a lato alla sinistra di Pyatov. Biraghi gioca altissimo, tiene basso Karavaev, poi la girata di Barella (24’) - ancora lui - costringe ancora una volta il capitano dell’Ucraina a una difficile deviazione in angolo. L’Ucraina soffre e sbanda: il talento di Marlos non basta, ma la squadra di Shevchenko si risveglia, non a caso, soltanto al 25’ quando gli azzurri allentano la pressione e Donnarumma compie il primo intervento a terra su una conclusione non irresistibile di Konoplyanka. L’Italia c’è, Mancini chiede ai suoi di giocare più vicini e al 36’ il destro di Chiesa dal limite sul primo palo costringe Pyatov all’ennesima deviazione. Finché arriva il momento del ricordo: 43' del primo tempo, tutti uniti in campo e fuori pe ricordare i 43 morti del ponte Morandi.

BOTTA E RISPOSTA — Un canovaccio che trova conferma in parte anche nella ripresa, e premia gli azzurri al 10’ con la gran botta di sinistro dalla distanza di Bernardeschi, che sul campo bagnato tradisce Pyatov e va in rete. Il pari quasi immediato di Malinovskyi toglie però fiducia agli azzurri, che rallentano e l’Ucraina ne approfitta: la traversa salva Donnarumma al 26’ su conclusione ancora di Malinovskyi. Bonucci stacca altissimo di testa (40’), ma fuori misura, prima dell’esordio azzurro di Piccini. Troppo tardi: l’ennesima occasione sfumata.







Fonte: Gazzetta dello Sport

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