Juve-Napoli, tolto il divieto ai nati in Campania

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Così il Prefetto di Torino Claudio Palomba: "C'è stato un ravvedimento, ha prevalso il buon senso"

TORINO - Non saranno acquistabili dai residenti in Campania i biglietti di Juventus-Napoli, big match della seconda giornata di campionato. Lo ha stabilito il Gruppo Operativo di Sicurezza (GOS), che si è riunito oggi per definire le modalità di vendita dei tagliandi. Lo rende noto, sul proprio sito, la Juventus, criticata per avere anticipato nei giorni scorsi il divieto. Tra le disposizioni non compareinvece il divieto di vendita ai nati in Campania, che invece veniva annunciato nelle disposizioni rese note dalla Juve prima della riunione odierna del Gos.
Le parole del prefetto di Torino

Il Dott. Claudio Palomba, Prefetto di Torino, è intervenuto ai microfoni di CalcioNapoli24 Live in merito alla polemica sulla decisione di vietare la vendita dei biglietti per il match Juve-Napoli in programma all'Allianz Stadium il prossimo 31 agosto, non solo ai residenti, ma anche ai …

Milan, Higuain: "Juve? Sì, mi hanno cacciato..."

Higuain ai tempi della juve


Gonzalo Higuain torna ad affrontare il suo passato bianconero. Nell'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, in edicola oggi, il Pipita racconta la sua versione dei fatti. E lo fa senza mezzi termini non nascondendo un pizzico di delusione per il trattamento ricevuto dalla Juventus ("per la quale ho dato tutto") e confessando di essere stato messo alla porta dopo l'arrivo di CR7: "Non ho scelto io di andare, volevano fare il salto di qualità con Ronaldo perciò mi hanno detto che non potevo restare e che stavano cercando una soluzione".
Possiamo dire che la situazione con la Juve ha preso una brutta piega dalla finale di Coppa Italia in poi?



"Dentro di me quel giorno ho avuto la sensazione che sì, forse sapevo che si era rotto qualcosa. E poi hanno preso Ronaldo. La decisione di andare via non è mia. Ho dato tutto per la Juve, ho vinto diversi titoli, dopo di che è arrivato Cristiano, il club voleva fare un salto di qualità e mi hanno detto che non potevo restare e che stavano provando a cercare una soluzione. La soluzione migliore è stata il Milan".
Ha sentimenti di rivalsa nei confronti del club bianconero?

"No, nessuno. Il mio è un sentimento di affetto perché mi hanno trattato benissimo. Compagni e tifoseria mi hanno dato un affetto enorme. Però non ho chiesto io di andare via. Praticamente, lo dicono tutti, mi hanno cacciato. Al Milan ho avuto da subito un amore grandissimo e così mi hanno convinto".
C’è qualcosa della Juve che trasferirebbe al Milan?

"Loro fanno un gol e vincono le partite, sono micidiali. Noi siamo una squadra che fa gol, ma non dobbiamo pensare di vincere 6-3 o 7-4. Dobbiamo fare un gol e vincere, come fanno loro. È la mentalità vincente della fase difensiva. Dobbiamo imparare a fare un gol e pensare a chiudere la partita così. Alla Juve sono delle macchine da guerra, ti preparano per quello. Ovviamente anche loro sentono pressione quando gli avversari inseguono, ma per ora nessuno è ancora riuscito a togliergli lo scudetto.
Che cosa le ha lasciato Allegri?

"Mi ha migliorato in alcuni aspetti, come aiutare la squadra a difendere e come attaccare la porta.

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