Corona virus: Mihajlovic positivo al ritorno a Bologna è asintomatico, ora due settimane di isolamento

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Sinisa Mihajlovic è risultato positivo al Covid-19 al tampone di controllo a cui è stato sottoposto dopo il rientro di venerdì scorso a Bologna. A comunicarlo è stato lo stesso club rossoblù in una nota ufficiale. Secondo quanto riferisce la società, il tecnico serbo, 51 anni, è assolutamente asintomatico: come previsto dal Protocollo Nazionale, resterà in isolamento per le prossime due settimane.

Sono stati effettuati in questi giorni anche i tamponi sul gruppo squadra della Primavera, risultati tutti negativi. Domani, il giorno in cui è in programma il raduno a Casteldebole in vista della nuova stagione, saranno effettuati i test sui giocatori e i collaboratori della Prima squadra. Circa un anno fa il tecnico del Bologna annunciò di essere affetto da leucemia ed è stato sottoposto anche a un trapianto di midollo.

Milan, Higuain: "Juve? Sì, mi hanno cacciato..."

Higuain ai tempi della juve


Gonzalo Higuain torna ad affrontare il suo passato bianconero. Nell'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, in edicola oggi, il Pipita racconta la sua versione dei fatti. E lo fa senza mezzi termini non nascondendo un pizzico di delusione per il trattamento ricevuto dalla Juventus ("per la quale ho dato tutto") e confessando di essere stato messo alla porta dopo l'arrivo di CR7: "Non ho scelto io di andare, volevano fare il salto di qualità con Ronaldo perciò mi hanno detto che non potevo restare e che stavano cercando una soluzione".
Possiamo dire che la situazione con la Juve ha preso una brutta piega dalla finale di Coppa Italia in poi?



"Dentro di me quel giorno ho avuto la sensazione che sì, forse sapevo che si era rotto qualcosa. E poi hanno preso Ronaldo. La decisione di andare via non è mia. Ho dato tutto per la Juve, ho vinto diversi titoli, dopo di che è arrivato Cristiano, il club voleva fare un salto di qualità e mi hanno detto che non potevo restare e che stavano provando a cercare una soluzione. La soluzione migliore è stata il Milan".
Ha sentimenti di rivalsa nei confronti del club bianconero?

"No, nessuno. Il mio è un sentimento di affetto perché mi hanno trattato benissimo. Compagni e tifoseria mi hanno dato un affetto enorme. Però non ho chiesto io di andare via. Praticamente, lo dicono tutti, mi hanno cacciato. Al Milan ho avuto da subito un amore grandissimo e così mi hanno convinto".
C’è qualcosa della Juve che trasferirebbe al Milan?

"Loro fanno un gol e vincono le partite, sono micidiali. Noi siamo una squadra che fa gol, ma non dobbiamo pensare di vincere 6-3 o 7-4. Dobbiamo fare un gol e vincere, come fanno loro. È la mentalità vincente della fase difensiva. Dobbiamo imparare a fare un gol e pensare a chiudere la partita così. Alla Juve sono delle macchine da guerra, ti preparano per quello. Ovviamente anche loro sentono pressione quando gli avversari inseguono, ma per ora nessuno è ancora riuscito a togliergli lo scudetto.
Che cosa le ha lasciato Allegri?

"Mi ha migliorato in alcuni aspetti, come aiutare la squadra a difendere e come attaccare la porta.

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