Corona virus: Mihajlovic positivo al ritorno a Bologna è asintomatico, ora due settimane di isolamento

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Sinisa Mihajlovic è risultato positivo al Covid-19 al tampone di controllo a cui è stato sottoposto dopo il rientro di venerdì scorso a Bologna. A comunicarlo è stato lo stesso club rossoblù in una nota ufficiale. Secondo quanto riferisce la società, il tecnico serbo, 51 anni, è assolutamente asintomatico: come previsto dal Protocollo Nazionale, resterà in isolamento per le prossime due settimane.

Sono stati effettuati in questi giorni anche i tamponi sul gruppo squadra della Primavera, risultati tutti negativi. Domani, il giorno in cui è in programma il raduno a Casteldebole in vista della nuova stagione, saranno effettuati i test sui giocatori e i collaboratori della Prima squadra. Circa un anno fa il tecnico del Bologna annunciò di essere affetto da leucemia ed è stato sottoposto anche a un trapianto di midollo.

Manchester United: Scholes, Raiola e... Zidane, quanti "nemici" per Mou.



Anche se la campagna di crowdfunding, promossa da un tifoso del Manchester United attraverso la piattaforma GoFundMe, per raccogliere i 12 milioni di sterline necessari a dare il benservito a José Mourinho ha raccolto appena 25 sterline, ciò non significa che il portoghese sia certo di restare sulla panchina Red Devils fino al 2020, quando scadrà il suo attuale contratto. Non per niente giusto ieri l'ex Lee Sharpe ha profetizzato l'addio del tecnico entro Natale, spingendo al contempo per la candidatura di Zinedine Zidane, mentre un altro ex illustre come Paul Ince è andato ancor più per le spicce, definendo lo United "un casino totale" e "lo zimbello" della Premier League, pur restando convinto che Mou "non debba andare via, ma che il club debba assolutamente rimettere a posto le cose". Vero, la candidatura di Zidane è stata smentita dallo stesso board, che però, almeno a dar retta ancora al Daily Mail, è consapevole che esista "un problema Mourinho", ma altrettanto fiducioso che il vice presidente esecutivo, Ed Woodward, riuscirà di risolverlo.
E sebbene il deludente tour estivo negli Usa, con annesse continue lamentele del tecnico per i mancati acquisti, e la sconfitta contro Brighton di domenica siano dei campanelli d'allarme piuttosto preoccupanti, per ora niente panico. Ma a complicare una situazione potenzialmente incendiaria già di suo ci ha pensato ieri Mino Raiola col suo pepatissimo attacco a Paul Scholes, che dalle parti dell'Old Trafford è considerato un intoccabile. A scatenare le ire del super agente sono state le critiche dell'ex calciatore Red Devils al suo assistito Paul Pogba, accusato "di non avere personalità". Com'era facilmente prevedibile, i vertici del club non hanno gradito per niente le esternazioni di Raiola (ma non ci sono state prese di posizioni ufficiali) e anche i tifosi United non hanno tardato a schierarsi, inondando l'account dell'agente di insulti e infografiche dei trofei vinti da Scholes, mentre gli ex compagni del centrocampista hanno replicato sia via social ("Pogba deve dire a Raiola di stare zitto", ha cinguettato Gary Neville) che a mezzo stampa ("Raiola ha bisogno di crescere e deve restare fuori da questa cosa. Chi è per criticare Scholes?", ha detto Ince). Nel frattempo Mourinho si sta preparando al Monday Night contro il Tottenham e vista l'aria che tira dalle parti di Carrington, saranno giorni davvero pesanti....

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