Scambio Pjanic-Arthur, definito l’accordo. Domani a Torino le visite mediche per entrambi, poi le firme

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Le visite mediche saranno domani e saranno a Torino. Per entrambi. Arthur Melo si sta vestendo di bianconero e Miralem Pjanic di blaugrana, ma il luogo in cui svolgerà l’ultimo adempimento burocratico sarà il J Medical. Insomma, Juventus e Barcellona hanno definito lo scambio tra i due talenti del centrocampo: dopo che sono stati limati i dettagli, soprattutto assicurativi, tra i due club, ecco il momento dei test medici domenicali.

Non sarà il bosniaco a volare in Catalogna, ma sarà il brasiliano a spostarsi in Italia, nella sua futura città, in compagnia dei medici blaugrana. Arriverà già stanotte, intanto è partito dalla panchina nel match del Barcellona contro il Celta Vigo. L'obiettivo è ufficializzare l'affare entro martedì prossimo, 30 giugno, per poter mettere a bilancio le plusvalenze nell'esercizio 2019-20

Manchester United Leicester 2-1, Pogba regala tre punti a Mourinho. Non basta Vardy: gol e highlights

Guarda la sintesi

Parte con 3 punti la stagione di José Mourinho. 2-1 il risultato finale ai danni del Leicester nell’anticipo della prima giornata di Premier League. Una gara messa subito in discesa dal Manchester, grazie alla rete dal dischetto di Pogba, ma che diventa gradualmente più complicata a causa della scarsa verve dalla trequarti in su dei Red Devils. Dall’altra parte invece gli uomini di Puel alzano la pressione, offrono buone combinazioni sulle corsie esterne ma non riescono quasi mai a trovare il guizzo giusto nei pressi della porta di de Gea. Nonostante la prova non brillante lo United trova il raddoppio nel finale e porta a casa la vittoria guardando, almeno per una notte, tutti dall’alto in basso in classifica. Per il futuro però ci sarà ancora da lavorare. Il Leicester invece, sebbene torni con zero punti in cassaforte, mette già in evidenza alcune cose interessanti per un campionato che potrà togliere loro grandi soddisfazioni e rimpiange il gol di Vardy arrivato troppo tardi.

La partita

Lo Special One, dopo le numerose polemiche estive legate al mercato, recupera qualche effettivo per la prima assoluta. Il principale è Pogba, fresco campione del Mondo con la Francia, che completa il centrocampo con Fred, uno dei volti nuovi e pagato ben 60 milioni, e il giovane Andreas Pereira. In difesa l’allenatore portoghese schiera per la prima volta insieme in una difesa a 4 la coppia Bailly-Lindelof e rispolvera sulle fasce sia Darmian che Shaw. In attacco Lukaku non è ancora pronto e il terminale offensivo diventa quindi Rashford, neo numero 10, supportato da Sanchez e Mata. Dall’altra parte Puel non può contare al 100% su Vardy e il suo vice è Iheanacho, con l’interessante Maddison alle sue spalle. Mahrez è andato via e al suo posto gioca Ricardo, con Ndidi e Silva a formare la catena in mezzo al campo.
Appena 25 giorni fa Pogba era impegnato a Mosca ad alzare la Coppa del Mondo. Qui a Old Trafford ci mette meno di due minuti per mettere il suo timbro e sbloccare la nuova Premier League. Lo fa con un rigore perfetto, guadagnato dallo United per un ingenuo fallo di braccio di Amartey. Un gol che gela il Leicester, incapace nei primi minuti di effettuare una serie di passaggi in fila. Il Manchester gode di molto spazio a disposizione, ma non riesce ad approfittarne fino in fondo e così, con il passare dei minuti, concede agli avversari la possibilità di rifarsi sotto. Serve un quarto d’ora però per assistere alla prima risposta delle Foxes con Ndidi che prova una difficile conclusione dalla distanza, troppo debole per far male. Il punto di forza di Puel è rappresentato dalla corsia sinistra, dove Chilwell e Gray sono una continua spina nel fianco e riescono con facilità ad arrivare sul fondo, ma in mezzo non c’è mai nessuno pronto a concretizzare. Gray decide dunque di accentrare la sua posizione per dare più sostanza e da un suo tocco arretrato nasce la migliore chance del Leicester per arrivare al pari. Maddison controlla al limite dell’area e incrocia benissimo con il destro, ma de Gea vola e impedisce l’1-1. Il classe ’96 è ancora protagonista qualche secondo dopo, quando serve una splendida falla filtrante di prima per Iheanacho che viene frenato all’ultimo istante da Lindelof. A fine primo tempo torna a farsi vedere lo United con il colpo di testa alto di Sanchez, ma il Nino Maravilla viene fermato per un dubbio offside.
Nella seconda frazione di gioco i temi dell’incontro rimangono simili, con il Manchester che soffre e non riesce ad alzare il baricentro. Gli attacchi del Leicester negli ultimi metri appaiono però un po’ confusi, mentre le occasioni più pericolose le produce la squadra di Mourinho. Ci prova prima Darmian dai 20 metri, con Schmeichel che para in due tempi. Poi arriva un altro tentativo sul mancino di Mata, deviato in angolo da buonissima posizione. Puel prova a cambiare le cose ed effettua un doppio cambio, inserendo Ghezzal e Vardy. La risposta dei padroni di casa si chiama invece Romelu Lukaku, con Rashford che gli lascia il posto a metà ripresa. La stanchezza inizia a prendere il sopravvento nelle due squadre, le Foxes però non mollano e a un quarto d’ora dalla fine vanno a un passo dal pari: Vardy recupera palla vicino la bandierina a Lindelof e crossa in mezzo dove Gray gira di prima intenzione, trovando un prontissimo de Gea a negargli la gioia del gol. Ancora più miracoloso è l’intervento nella metà campo successiva di Schmeichel che impedisce a Lukaku - colpevole nell’occasione - il raddoppio. Il belga riceve un comodo assist di Sanchez, su un doppio errore della difesa del Leicester, ma con tutta la libertà del comodo spara addosso al danese guadagnando solo un calcio d’angolo. Il gol della sicurezza è rimandato solo di qualche minuto e lo realizza all’83’ Shaw. Il terzino firma la prima rete con la maglia dei Red Devils saltando il suo diretto avversario, Ricardo, con uno strano controllo e poi battendo Schmeichel con un mancino improvviso. Sembra finita, ma in pieno recupero Vardy approfitta di una palla vagante in area e sulla ribattuta del palo, di testa, segna il gol della speranza. L’illusione si spegne però al 95’, con Schemeichel che va a saltare di testa ma non trova lo specchio della porta.

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