Milan, ecco Daniel Maldini: per il figlio di Paolo prima volta tra i convocati

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Il rinnovo fino al 2024 di qualche giorno fa ne è stata la prima dimostrazione, la seconda è arrivata nella tarda serata: Daniel Maldini è nell’elenco dei 23 convocati per la partita contro il Napoli. Dalla lista mancano squalificati e infortunati, Calhanoglu e Borini per restare al reparto d’attacco, e Pioli ha pescato dalla Primavera il figlio dell’ex capitano.

E' la prima convocazione ufficiale con i grandi per il trequartista classe 2001, dopo aver trascorso con la prima squadra quasi tutto il ritiro estivo facendo anche bene nelle amichevoli. Siederà in panchina: e se fosse la serata del grande esordio?

Cristiano Ronaldo:"la Juve era nel mio destino".Intervista esclusiva.




Cristiano Ronaldo ha concesso una lunga intervista in esclusiva ai microfoni di DAZN, di cui è ufficialmente il nuovo ambasciatore: "La Juve è uno dei top team al mondo, sono davvero entusiasta. A Torino mi sono ambientato bene, sono felice: la squadra è forte e sono sorpreso in positivo. Ci alleniamo duramente, non c'è mai un giorno facile. Sono entusiasta. Mi piace la mentalità, è positivo. Hanno metodi particolari: sono molto professionali e per questo mi trovo bene. Il perché della scelta? Ci sono cose nella vita che sembrano scritte dal destino e anche in questo caso lo è stato. Non me lo sarei mai aspettato ma è successo. La decisione è stata facile, perché la Juve è tra i top team. Quanto ho fatto al Real Madrid è storico. Ho vinto tutto con quella squadra e lì ho tanti amici. La mia famiglia vive lì ma decidere di venire è stato facile, voglio tentare di scrivere la storia anche con questo club". Sul gol alla Juve in Champions: "Posso solo dire che spesso sono i piccoli dettagli che fanno la differenza, diciamo che quel che ho visto mi ha facilitato. Dispiace aver segnato contro la mia attuale squadra ma è passato. Credo sia stato il gol più bello della mia carriera e sono rimasto senza parole quando ho sentito gli applausi. Non mi era mai successo. Naturalmente voglio vincere questo trofeo anche con la Juve e ce la metteremo tutta ma non è un'ossessione. L'importante è vincere campionato e coppa e provare ad avanzare più possibile in CL". Sul 7:"Sì, ho parlato col club e con Cuadrado e mi hanno detto che non c'è problema. Mi ha sorpreso la loro disponibilità. È il mio numero preferito". Su Ferguson: "All'inizio della mia carriera è stato importantissimo. Quando sono andato a Manchester avevo ancora la mentalità portoghese: troppi doppi passi e decisioni sbagliate. Lui mi ha corretto, in Premier non te le mandano a dire. È stato lui ad insegnarmi tutto e nel calcio è stato come un padre". Sulla pressione: "Non è facile, ma quando è positiva mi piace. Caricarsi di troppe responsabilità può incidere negativamente: giocare sotto pressione è nel mio DNA e so come gestirmi". Sui figli: "Ogni giorno imparo qualcosa di nuovo, è bello vederli crescere, sentire le domande, vederli sorridere. Mi diverto un mondo e mi godo ogni momento, non solo con il più grande. Mi chiamano sempre papà ed è una bella sensazione. Ho due bambine e un maschietto, ora iniziano a dire le prime parole, a camminare. È un viaggio stupendo e sono loro a darmi la forza di svegliarmi la mattina e dare il massimo per quello che faccio. Cristiano Jr è molto competitivo come me, non gli piace perdere. Diventerà come me: al 100%. Non voglio influenzarlo però vorrei diventasse un calciatore, perché anche lui ha questo sogno. È potente, veloce con tecnica e tiro. Ma deciderà lui: non gli metterò pressione anche se mi piacerebbe che seguisse le mie orme".Sui rivali da piccoli: "C'erano tanti bravi giocatori con talento ma l'aspetto mentale è più importante: per certi traguardi serve sacrificio. A 11-12-13 anni ero già determinatissimo nel voler diventare un calciatore. Ci sono riuscito. A fare la differenza è la forte mentale. Ne ho avuta tanta, fin dall'inizio". Sulla giovane età: "Non andavo bene a scuola ma per me la vita era la scuola più importante. A 11 anni ho lasciato i genitori ed è stato un passo difficilissimo. Mi vidi costretto a crescere da solo. C'erano i compagni ma è stata dura. Questo ha contribuito a costruire il mio carattere. Per imparare cose nuove c'è tempo: basta prendere un libro e studiare. Sono riuscito persino a imparare l'inglese! Non andavo bene a scuola ma credo di aver raggiunto un buon livello di comunicazione". Sulla moda: "Non sono ossessionato dal mio aspetto fisico. È una dote naturale: sono bello di mio! (ride, ndr) Non è una cosa solo delle donne avere un bell'aspetto. A chiunque piace vedere la gente vestita bene. Ci tengo ma senza ossessioni. Qualche dettaglio fa la differenza". Sugli altri sport: "Mi piace vedere i combattimenti della UFC, il tennis, il basket... Il secondo sport in cui sono più bravo è il ping pong".

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